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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Luras
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mwgaLuras (mwgqLuras in mwggsardo, mwgwLùrisi in mwhagallurese) è un mwhqcomune italiano di 2367 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwigprovincia della Gallura Nord-Est Sardegna nella subregione storica della mwiwGallura. È situato a oltre 500 metri sul livello del mare. Fa parte dell'Unione dei Comuni "Alta Gallura"cite-ref-3[3].

Contents

Storia
Simboli
Eventi
Musei
Sport
Note

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Origini del nome

Luras è stato attestato in passato con la forma mwkwLauras. Quella attuale, nella lingua locale, si presenta come "Lùra-a". Il suo significato è da rintracciare nella voce "Laurus", col significato di "alloro". Secondo altri studi, il toponimo Luras deriva dal latino mwlalura, che significa otre o sacco. La denominazione sarebbe nata dalla fantasia dei locali che intravedevano nelle particolari rocce presenti forme di "otri" o "sacchi".

Storia

Il territorio di Luras fu abitato in preistoria, come attestano i mwlwdolmen ed i resti di qualche mwmanuraghe rinvenuti nel territorio. In epoca mwmqmedievale fece parte della mwmgcuratoria di Gemini, nel mwmwGiudicato di Gallura. Alla caduta del giudicato (1296), con la morte dell'ultimo giudice mwnaNino Visconti, divenne possedimento d'oltremare della mwnqRepubblica di Pisa. Passò poi nel mwngregno di Sardegna con la conquista aragonese a partire dal mwnw1324. Nel mwoaXVIII secolo fu incorporato nel marchesato di Gallura, sotto la signoria dei Fadriguez Fernandez, ai quali rimase fino al mwoq1839, quando fu loro riscattato con l'abolizione del sistema feudale.

Linguisticamente presenta una particolarità: pur essendo in Gallura, gli abitanti di Luras parlano una variante del mwowlogudorese, analoga in alcune parti alla variante gallurese di mwpaCalangianus, cittadina vicinissima.

Simboli

Lo stemma e il gonfalone del comune di Luras sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 29 febbraio 1996.cite-ref-4[4]

«

Semipartito troncato

: nel primo, di azzurro, al

dolmen di Ladas

, di argento, sostenuto dalla pianura di verde, declinante in sbarra; nel secondo, d'oro, al tralcio di vite, di verde, posto in banda, pampinoso di tre all'insù, di verde, fruttato di due grappoli d'uva, di rosso; nel terzo, di azzurro, all'

olivastro

di verde, fustato e sradicato al naturale. Ornamenti esteriori da Comune.»

Il gonfalone è un drappo di rosso.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

• mwuqNostra Signora del Rosario: è la chiesa parrocchiale; è dedicata alla Vergine del Rosario e, come si evince dalle date poste sulla sua facciata della chiesa, fu ricostruita tra il 1729 e il 1790. Documenti dell'archivio parrocchiale, i cosiddetti mwugQuinque Libri, dimostrano, peraltro, che era già edificata al più tardi nel 1694. Una più antica chiesa parrocchiale era ubicata nel rione di San Giacomo e dedicata appunto a san Giacomo apostolo; quest'ultima, ormai semi abbandonata, minacciante rovina ed esposta alle profanazioni, fu abbattuta nel 1765 per ordine del vescovo di allora Pietro Paolo Carta. All'interno della parrocchiale è possibile ammirare tre dipinti di un certo pregio artistico: il primo raffigurante la Vergine del Rosario, dipinto manierista del XVII secolo; il secondo, la mwuwPentecoste, dipinto di Antonio Caboni (1874), il terzo, le mwvaAnime purganti, dipinto di Giovanni Patrone del 1927. All'interno, inoltre, si conservano due pregevoli leoni in marmo, probabilmente residuati dall'antica facciata.
• mwvgSanta Croce: prospiciente la chiesa parrocchiale sorge la chiesetta di S. Croce, sede dell'omonima confraternita che cura le celebrazioni della settimana santa. Fu edificata nel 1677, come si evince da un'acquasantiera donata dall'allora priore Antonio di Feno. Per le feste natalizie vi viene allestito un suggestivo presepe vivente in costume tradizionale.

Sono inoltre presenti:

• la mwwgchiesa di San Pietro del XVII secolo, la mwwwchiesa del Purgatorio del XVIII secolo e le chiese campestri di mwxaSan Bartolomeo in località Carana e, in località Silonis, mwxqSan Leonardo, mwxgSanta Maria delle Grazie e mwxwSan Pietro.

Siti archeologici

Luras deve la sua importanza ai monumenti preistorici, in particolare i mwygdolmen, esistenti nel centro abitato o nelle sue immediate adiacenze. Nell'ambito dei 78 esempi di dolmen sinora identificati nella Sardegna,cite-ref-5[5] infatti, Luras è il centro abitato maggiormente rappresentato, con ben quattro esempi: i dolmen di Ladas, Alzoledda, Ciuledda e Billella. Questi monumenti furono realizzati, a partire dal mwzwNeolitico recente (3500 - 2700 a.C.) come sepolture collettive e come luogo dedito al culto; esse si confrontano con gli esemplari delle regioni basca, catalana e francese, di mwaaMinorca e della mwaqCorsica. I luresi solevano chiamarli mwagsepulturas de zigantes o mwawde paladinos.

Fra i più importanti si possono citare:

• Il mwcwdolmen di Ladas; è costituito da una grande galleria coperta che misura 6 metri di lunghezza e 2,20 di altezza, coperta da due grandi lastroni e dotata di un'abside posteriore. La cella è divisa in due parti da un lastrone trasversale. La pietra di copertura posterioremwda – il secondo più grande esempio nell'isola - ha una superficie di circa 15mwdq m² e misura ai lati 4,80mwdg Xmwdw 3,42mwea m, con uno spessore di 45mweq cm.; apparentemente è stata lavorata e levigata nella parte inferiore. L'ingresso è alto 1,20mweg m e largo 2,30mwew mcite-ref-cartellididattici-6-0[6]. Le pareti sono formate da lastre ortostatiche (in posizione verticale) abbastanza regolari, affiancate da massi piatti disposti in posizione obliqua. Al suo interno sono stati rinvenuti alcuni frammenti ceramici senza particolari decorazioni, genericamente attribuiti all'epoca conclusiva della mwgacultura di Ozieri (neolitico recente). Il suo target astronomico risulta analogo a quello della maggior parte delle strutture dolmeniche della mwgqCorsica, orientate verso il sistema mwggCentauro/mwgwCroce/mwhaMosca. In particolare, verso il sorgere di Alfa Muscae (la stella più luminosa della costellazione della Mosca, gruppo inferiore del sistema complessivo sopra indicato) nel 2800 a.C.cite-ref-museodeidolmen-7-0[7] Ciò confermerebbe la datazione ricavata dai ritrovamenti ceramici già citati.

• Il mwjwdolmen di Ciuledda; ha pianta di forma semicircolare. È simile come tecnica costruttiva a quello di Ladas, ma in scala ridotta. Ha il vano sepolcrale a semicerchio e l'ingresso orientato a sud-est, la lastra superiore misura 3,42mwka xmwkq 2,35mwkg m, l'altezza totale del monumento è circa 90mwkw cmcite-ref-cartellididattici-6-1[6]. Nel dolmen Ciuledda, come nel Ladas, sono stati trovati frammenti ceramici, senza decorazioni particolari, che permettono una datazione approssimativa al III millennio a.C. Il suo target astronomico è più preciso, e può essere riferito alla stella mwmaRigel nel 3100 a.C. Il Ciuledda, quindi, è stato realizzato almeno tre secoli prima del Ladas, come dimostrerebbe anche la tecnica meno perfezionata rispetto al più maestoso dei dolmen luresicite-ref-museodeidolmen-7-1[7].
• Il mwngdolmen di Alzoledda; è una struttura tombale di tipo semplice, di forma rettangolare con ingresso rivolto verso Est e camera trapezoidale. Le pareti laterali sono costituite entrambe da una lastra ortostatica sormontata da alcune pietre di rincalzo, mentre la parete di fondo è formata da un unico ortostato piatto quadrangolare che sporge dalle pareti per quasi mezzo metro. Ha una lunghezza di 2,65mwnw m, una larghezza di 2,20mwoa m e un'altezza 1,65mwoq mcite-ref-cartellididattici-6-2[6]. Il dolmen di Alzoledda è genericamente riferito alla mwpgCiviltà di Ozieri(3500-2700 a.C.). In tale epoca, nella direzione dell'ingresso della struttura, e, in particolare, intorno al 2825 a.C., sorgeva Alpha Crucis, cioè la stella più luminosa della mwpwCroce del Sud (che non è più visibile nell'emisfero settentrionale da circa tremila anni)cite-ref-museodeidolmen-7-2[7].
• Il mwrqdolmen di Billella; è anch'esso genericamente riferito alla Cultura di Ozieri (3500-2700 a.C.). Presenta pianta rettangolare e ingresso rivolto a Nord-Est. La parete di destra è costituita da un lastrone ortostatico rettangolare, quella di sinistra da due massi, parzialmente lavorati, poggianti sulla roccia naturale. Uno di questi è stato adattato artificialmente per l'inserimento del lastrone di copertura che è appiattito nella superficie inferiore e lasciato al naturale in quella superiore. Per tale caratteristica il dolmen è insolito e quasi senza confronti. Ha una lunghezza di 2,50mwrg m, una larghezza di 1,40mwrw m e un'altezza 0,80mwsa mcite-ref-cartellididattici-6-3[6]. Il dolmen Billella presenta un target astronomico tuttora sconosciuto, addirittura opposto a quello dell'85% circa dei dolmen esaminati da Edoardo Proverbio e Pino Calledda, che sono orientati in direzione Sud e Sud-Estcite-ref-museodeidolmen-7-3[7]. Il suo orientamento, infatti, è rivolto verso Nord Nord-Ovest. Ciò potrebbe far supporre che, anziché verso il sorgere di una stella, o di un gruppo stellare, sia rivolto verso il suo tramonto. La struttura potrebbe anche essere rivolta verso qualche altra formazione naturale o artificiale, ma anche questa ipotesi rimane tutta da dimostrare.

Aree naturali

mwwaOlivastri millenari

In particolare in località Santu Baltòlu di Carana, presso la chiesetta di campagna dedicata a San Bartolomeo, è situato il più vecchio di questi olivastri, che dai luresi viene confidenzialmente e rispettosamente chiamato mwwgS'Ozzastru. Esso presenta una circonferenza di 12 metri a circa 1,30mwww m da terra ed è alto 8 metri. La sua età, secondo alcuni esperti, è stimata tra i mwxa3 000 ed i mwxq4 000 anni, risultando così uno dei più vecchi d'Europa.

Nel 1991, questo "patriarca della natura", è stato dichiarato monumento naturale ed inserito con decreto ministeriale, per la regione Sardegna, nella lista di "venti alberi secolari", uno per ogni regione italiana.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-8[8]

Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2013 la popolazione straniera residente era di 137 persone (68 maschi e 69 femmine). Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

• mw0gRomania 84 3,49%
• mw1aMarocco 39 1,95%

Lingue e dialetti

Pur essendo situato nel cuore della Gallura, ha conservato il mw1wsardo logudorese, un tempo parlato in tutta la zona ma da alcuni secoli sostituito dal mw2agallurese, idioma di origine mw2qcòrsa meridionale ed affine al dialetto di mw2gSartene. Il sardo di Luras è però molto accostabile alla variante gallurese di mw2wCalangianus per quanto riguarda alcune parti del lessico e della pronuncia (ad es. "carrasciale" per "carrasciali" che in sardo si traduce con "carrassegare"/carnevale). Altra particolarità del dialetto locale è l'inesistenza dell'articolo plurale maschile "mw3asos", ma solo il femminile "mw3qsas" (es.: sing. mw3gsu fizu, pl. mw3wsas fizos; sing. mw4asu caddu, pl. mw4qsas caddos; sing. mw4gs'omine, pl. mw4wsas omines).

Cultura

Curiosità popolari

Il blasone comune (in gallurese "stivignu") in Gallura nei confronti dei luresi è quello di "lurisinchi maccioni" (luresi astuti come volpi). In Sardegna correva la leggenda secondo cui gli abitanti di Luras sarebbero di etnia ebraica, in quanto i luresinchi (abitanti del villaggio di Luras) sono sempre stati dei bravi commercianti e contabili.cite-ref-9[9]

Eventi

Da tanti anni, a Luras ha luogo il mw6wBallo dei debuttanti, un appuntamento organizzato da Comune e volontari che vede protagonisti ragazze e ragazzi. L'evento è attualmente alla sua 23ª edizione.cite-ref-10[10]

Musei

• Museo etnografico Galluras "il Museo della Femina Agabbadora". Via Nazionale, 35/a. Fedelissima ricostruzione degli interni della tipica abitazione gallurese, con oltre mw8w7 000 reperti datati dalla fine del Quattrocento alla prima metà del Novecento. Il museo è situato sulla via principale del paese, fronte monumento ai caduti in guerra, in una struttura abitativa tipica dell'Alta Gallura, con caratteristica facciata in granito a vista e solai in legno, perfettamente restaurata. Tra i reperti più interessanti, unico esemplare al mondo, il martello della mw9gmw9wfemina agabbadòra, figura ormai scomparsa della cultura sarda, per una pratica mw-aante litteram dell'mw-qeutanasiacite-ref-11[11].
• Collezione Forteleoni. Piazza del Rosario. Esposizione permanente delle opere in sughero di mw-wTonino Forteleoni (Luras 1915-1996)cite-ref-12[12].

Infrastrutture e trasporti

Ferrovie

Il comune è servito dalla mwaqsstazione di Luras, situata nel territorio comunale di mwaqwCalangianus e posta lungo la mwaq0ferrovia Sassari-Tempio-Palau, linea utilizzata in questo tratto sino al mwaq41997 per i servizi di trasporto pubblico e successivamente per esclusivi impieghi mwaq8turistici legati al mwaraTrenino Verde. Da tale stazione sino al mware1958 si diramava anche la dismessa mwarilinea ferroviaria Monti-Tempio.

Amministrazione

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 6 giugno 1993 | 27 aprile 1997 | Antonio Pinna | lista eterogenea | Sindaco | [ 13 ] |
| 27 aprile 1997 | 13 maggio 2001 | Antonio Pirisinu | PPI | Sindaco | [ 14 ] |
| 13 maggio 2001 | 28 maggio 2006 | Alberto Lentinu | lista civica | Sindaco | [ 15 ] |
| 28 maggio 2006 | 15 maggio 2011 | Giuseppina Maria Careddu | lista civica | Sindaco | [ 16 ] |
| 15 maggio 2011 | 5 giugno 2016 | Giuseppina Maria Careddu | lista civica "Luras" | Sindaco | [ 17 ] |
| 5 giugno 2016 | 11 ottobre 2021 | Maria Giuseppina Careddu | lista civica "Per Luras" | Sindaco | [ 18 ] |
| 11 ottobre 2021 | in carica | Mauro Azzena | lista civica "Luras progetto futuro" | Sindaco | [ 19 ] |

Sport

La principale squadra di mwatmcalcio della città è la mwatqS.S. Lauras 1946 che milita in Prima Categoria. I colori sociali sono il nero ed il bianco ed è nata nel mwatu1946. La Polisportiva Juve Luras si occupa principalmente di mwatycalcio a livello giovanile, collezionando diversi trofei a livello provinciale e regionale e partecipando ogni anno a tornei di livello internazionale, arrivando a contribuire alla Rappresentativa Sardegna vincitrice della Coppa Mediterraneo 2014 con quattro dei suoi ragazzicite-ref-20[20]cite-ref-21[21]cite-ref-22[22]. L'attività polisportiva comprende attività come mwaumbadminton, mwauqpallavolo e mwauupallacanestro.

Una seconda società giovanile era in attività fino al mwauc2016 col nome Football Club Luras. Attualmente, l'organico societario della stessa organizza il Torneo Internazionale Manlio Selis.cite-ref-23[23]

Impianti sportivi

• L'impianto sportivo comunale di maggior rilievo è lo stadio comunale mwau8Limbara. Dotato di fondo in erba sintetica, ha una capienza di circa 1750 spettatori (di cui 450 al coperto).
• Campo comunale mwaveToveddu.
• Palasport.

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwavsmwavwmwav0Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwav4demo.istat.it, mwav8ISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwawmmwawqmwawuClassificazione sismica (mwawymwawcXLS), su mwawgrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-33. mwawwmwaw0mwaw4Unione dei Comuni Alta Gallura, su mwaw8unionedeicomunialtagallura.it. mwaxaURL consultato il 9 settembre 2016.
cite-note-44. mwaxqmwaxumwaxyLuras, decreto 1996-02-29 DPR, concessione di stemma e gonfalone, su mwaxcArchivio Centrale dello Stato. mwaxgURL consultato il 24 luglio 2022.
cite-note-55. mwaxwmwax0mwax4Benvenuti sul sito della Società Balares, su mwax8gallurarcheologica.com mwaya(archiviato dall'mwayeurl originale il 13 ottobre 2009).
cite-note-cartellididattici-66. Dimensioni risultanti dai cartelli didattici mwaysin situ.
cite-note-museodeidolmen-77. Edoardo Proverbio, Pino Calledda, mwazuRivista Italiana di archeoastronomia, Roma 2004.
cite-note-88. Dati tratti da: mwazkmwazomwazsmwazwmwaz0Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwaz4mwaz8PDF), su mwaaaebiblio.istat.it, mwaaeISTAT. mwaaimwaammwaaqmwaauPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwaayesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-99. mwaasmwaawmwaa0Copia archiviata (mwaa4mwaa8PDF), su mwabaandreamulas.it. mwabeURL consultato il 27 giugno 2016 mwabi(archiviato dall'mwabmurl originale il 3 agosto 2016).
cite-note-1010. mwabcmwabgmwabkEmozioni, eleganza e divertimento al ballo dei debuttanti di Luras, su mwabolanuovasardegna.it.
cite-note-1111. Il museo della Femina Agabbadora mwab4 /
cite-note-1212. Collezione Forteleoni mwaci /
cite-note-93-97-132. mwacymwaccmwacgComunali 06/06/1993, su mwackelezionistorico.interno.gov.it, mwacoMinistero dell'Interno. mwacsURL consultato il 16 agosto 2017.
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cite-note-11-16-176. mwaeomwaesmwaewComunali 15/05/2011, su mwae0elezionistorico.interno.gov.it, mwae4Ministero dell'Interno. mwae8URL consultato il 16 agosto 2017.
cite-note-16-187. mwafmmwafqmwafuComunali 05/06/2016, su mwafyelezionistorico.interno.gov.it, mwafcMinistero dell'Interno. mwafgURL consultato il 16 agosto 2017.
cite-note-21-198. mwafwmwaf0mwaf4Comunali Sardegna 10/11 ottobre 2021, su mwaf8elezioni.interno.gov.it, mwagaMinistero dell'interno. mwageURL consultato il 17 ottobre 2021 mwagi(archiviato dall'mwagmurl originale il 28 dicembre 2021).
cite-note-2020. mwagcmwaggmwagkSuccesso sardo in Spagna. Gli Under 13 NAGC vincono il "Mediterraneo Summer Cup" - Sport - L'Unione Sarda.it, su mwagounionesarda.it, 7 luglio 2014. mwagsURL consultato il 7 agosto 2016 mwagw(archiviato dall'mwag0url originale il 13 agosto 2016).
cite-note-2121. mwahemwahimwahmAllievi Provinciali, la Juve Luras vince il titolo con 33 gol segnati - Sport - la Nuova Sardegna, su mwahqlanuovasardegna.gelocal.it, 6 marzo 2016. mwahuURL consultato il 7 agosto 2016.
cite-note-2222. mwahkmwahomwahsEsordienti, la Juve Luras campione del torneo primaverile - Sport - la Nuova Sardegna, su mwahwlanuovasardegna.gelocal.it, 21 maggio 2014. mwah0URL consultato il 7 agosto 2016.
cite-note-2323. mwaiemwaiimwaimTorneo Internazionale Manlio Selis, su mwaiqTorneo Mondiale Manlio Selis 2018. mwaiuURL consultato il 14 ottobre 2018 mwaiy(archiviato dall'mwaicurl originale il 14 ottobre 2018).

Bibliografia

• Pietro Depperu, mwaisVocabbolariu lurisincu: dizionario logudorese della parlata di Luras. Tempio Pausania: StampaSì, 2006
• Antonio Murineddu, Francesco Muntoni, mwai0Luras, in mwai4Gallura: aspetti storici, geografici ed economici, Cagliari, Editrice sarda F.lli Fossataro, 1962.
• mwajaPier Giacomo Pala, Antologia della Femina Agabbadòra - tutto sulla Femina Agabbadòra, 2010.
• Dionigi Panedda, mwajiA proposito dei due nomi geografici galluresi Luras e Celsaria, in mwajmBollettino dell'Associazione Archivio storico sardo di Sassari, 10 (1984), n. 10.
• Angela Antona Ruju, mwajuLuras, in mwajyI Sardi: la Sardegna dal paleolitico all'età romana: guida per schede dei siti archeologici sardi, Milano, Jaca Book - Cagliari. 2D editrice mediterranea, 1984.

Voci correlate

• mwajoDolmen
• mwajwLingua sarda
• mwakaLago Liscia

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons
• Wikivoyage

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Luras
• Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Luras

Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.luras.ss.it.
• citereftreccani-itLuras, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefsapere-itLùras, su sapere.it, De Agostini.
• mwakkLa scheda del comune nel portale Comunas della Regione Sardegna, su comunas.it.
• mwaksMuseo Etnografico Galluras, il museo della Femina Agabbadora, su galluras.it.
• mwak0Collezione Forteleoni, su forteleoni.it.
• mwak8Museo dei dolmen, su museodeidolmen.it.
• mwaleLa saga dei Bardanzellu, su bardanzellu.it.